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Antropologia e gemelli

Per comprendere meglio lo stupore che ancora oggi si prova verso le nascite gemellari è forse utile qualche cenno antropologico. Nel corso della storia dell'uomo la gemellarità ha sempre rappresentato un momento d'interesse e curiosità che, pur con diverse conseguenze, non ha mai mancato di affascinare quale forza della natura prepotente e incontrollabile.

Alcune società vedevano i bambini gemelli come esseri angoscianti, come un vero e proprio tabù, altre, gli attribuivano poteri straordinari, in particolare verso gli eventi atmosferici. Diversa era chiaramente anche la sorte che li attendeva e che, spesso, interessava anche i loro genitori.

Premessa, l'opinione comune che una coppia potesse mettere al mondo un solo bimbo, il quesito per lungo tempo irrisolto riguardava a chi, o a cosa, si dovesse attribuire la generazione dell'altro. Da tanto derivava, per alcuni, una particolare avversione verso i parti multipli, per altri, una speciale deferenza che rendeva i gemelli, o i loro genitori, degli eletti in grado di influenzare gli eventi.

La tribù dei Baganda in Uganda riteneva, coloro che avevano generato dei gemelli, dotati di particolari poteri in grado di influenzare positivamente la crescita dei banani, la loro principale fonte d'alimentazione. J.G. Frazer, nel libro Il ramo d'oro edito dalla Newton Compton, descrive una curiosa cerimonia che si svolgeva dopo la nascita di gemelli: "La madre si sdraiava supina sull'erba alta mettendosi tra le mani un fiore di banano che il marito le faceva saltar via con un colpo del suo membro. Marito e moglie, inoltre, giravano nella zona danzando nei frutteti dei loro amici più cari, affinché i loro banani dessero frutti abbondanti".

I Tsismshian dell'America settentrionale erano convinti dell'influenza dei gemelli sugli eventi atmosferici, li ritenevano in grado di favorire la pesca di salmoni e pesci candela, di ridare vigore agli anziani e addirittura di conferire l'immortalità in battaglia.

I Tlinghit dell'Alaska, il cosiddetto popolo del salmone, ritenevano le nascite gemellari un evento nefasto al punto che l'uomo era costretto a ripudiare la compagna e i bimbi erano uccisi. Questa pratica era comune anche ad altri popoli anche se spesso si riteneva che uno solo dei bimbi dovesse essere eliminato. Non senza opportunismo, in genere, tale sorte toccava alle femmine o al bimbo apparentemente più gracile.

In Africa orientale il popolo dei Chagga reputava che, qualora ad entrambi i gemelli fosse stato consentito di vivere, uno di loro (quel di cui non si capiva l'origine), avrebbe di certo ucciso i genitori. Questa visione dei gemelli come portatrici di morte era comune anche ad altri popoli come ad esempio gli Yoruba dell'Africa occidentale, che li ritenevano in grado di uccidersi tra loro una volta cresciuti, nonché, capaci di uccidere il genitore del loro sesso. I Nuer del Sudan pensavano invece che i gemelli avrebbero provocato la morte del genitore di sesso opposto. In Congo si credeva che la morte di un gemello era da attribuirsi al desiderio dell'altro che egoisticamente voleva restare solo.

Spesso a pagare il prezzo delle superstizioni erano in qualche modo i genitori, gli Indiani di Puget Sound abitanti delle coste del Pacifico, usavano cacciare dai loro villaggi coloro che avessero generato dei gemelli, costrigendoli a vivere nelle foreste fino alla morte di uno dei figli. Presso i Kwakiutl, un gruppo di tribù pellirosse stanziati nel Canada occidentale sulle coste dello stretto della Regina Carlotta, si riteneva importante la condizione sociale ed economica in cui versava la famiglia. I benestanti, erano esonerati da ogni attività lavorativa per un periodo di quattro anni e la tribù provvedeva ai rifornimenti di quando occorrente alla sopravvivenza, in mancanza di mezzi, i genitori erano costretti a sopprimere i bambini per riprendere il lavoro. Curioso caso di discriminazione socioeconomica.

Alcuni popoli chiamavano in causa dei gemelli anche quando si trattava di evocare la creazione del mondo, ecco il testo di un racconto raccolto presso gli africani Ekonda da P. Nestor Van Everbroeck (Histoire, Croyance des Ekonda et de leurs Batoa, Tervuren 1974): "Il mondo intero è stato creato da Wang'Ilonga. Dalla parte del sorgere del sole, a nord-est del fiume Tsuapa, a Bayo (ivyo significa acqua nera e fredda) in uno stagno, non lontano dal limitare della foresta, vi era un termitaio, coronato da un albero boamba. Al comando di Wang'Ilonga, l'albero si aprì e apparve il primo uomo, Lianja. Dopo aver gettato uno sguardo attorno a sé, esclamò: "Sono uscito, ma sono solo! Dov'è la compagna che vivrà con me?". Allora si sentì la voce di Wang'Ilonga: "Scendi nell'acqua e la incontrerai!". Lianja saltò nello stagno. Wang'Ilonga riprese: "Guarda dietro di te". Volgendosi, Lianja vide una donna, Nsongo, in piedi, alla base del termitaio. "Ho trovato una compagna - disse - ma che cosa faremo?". La voce rispose: "Va a costruire una capanna sulla terra ferma". Non appena Lianja ebbe terminato la sua capanna, la voce di Wang'Ilonga risuonò di nuovo: "Voi siete uomo e donna. Quando abiterete la vostra capanna, comportatevi come sposo e sposa, generate dei figli... Ma ecco i comandamenti che voi e i vostri discendenti osserverete: non rubate le cose altrui, non litigate, non abbandonatevi alla lussuria, non attentate alla salute e alla vita del prossimo. Se voi maltrattate i vostri compagni, io vi caccerò; se voi disprezzate i miei comandamenti, la morte vi prenderà". Lianja e Nsongo generarono tre coppie di gemelli che sono gli antenati mitici dei batwa, nkundo ed ekonda."

Sebbene in modo più complesso e articolato, anche nel mito della creazione dei Dogon del Mali si citano dei gemelli quali precursori della razza umana. Quello che segue è un brano tratto dal libro "Dieu d'eau" ("Dio d'acqua") dell'antropologo francese Marcel Griaule: "Il Dio Amma prese un grumo di argilla, lo strinse nella mano e lo lanciò, così come aveva fatto per gli astri. L'argilla si distende, si dilata a nord che è l'alto, si allunga a sud, che è il basso, si stende verso oriente e verso occidente, separando le sue membra, come un feto nell'utero. Essa è un corpo, cioè una cosa le cui membra si sono allontanate dalla massa centrale. E questo corpo è una donna, distesa a terra, con la faccia rivolta al cielo. Il suo sesso è un formicaio, la sua clitoride un termitaio. Amma, che è solo e vuole unirsi con questa creatura, si avvicina ad essa. É allora che si ebbe il primo disordine dell'universo: quando Dio si avvicina, il termitaio si drizza, blocca il passaggio e afferma la sua mascolinità. Ma Dio è onnipotente: abbatte il termitaio e si unisce alla terra escissa. Ma l'incidente doveva turbare l'andamento delle cose: da quest'unione difettosa nacque Yusuguu, lo sciacallo, un essere unico, invece dei gemelli previsti, simbolo delle difficoltà di Dio. Dio ebbe altri rapporti con la terra e questa volta nulla venne a ostacolare la loro unione, poiché l'escissione aveva fatto scomparire il primo disordine. Vi penetrò quindi l'acqua, seme divino, e si formarono due esseri, due gemelli. Questi geni, chiamati Nommo, furono due prodotti omogenei a Dio, Il loro destino li condusse in cielo, dove ricevettero le istruzioni di Dio. La coppia nacque completa e perfetta; a causa delle sue otto membra, il suo numero fu otto, simbolo della parola. Essa possedeva anche l'essenza di Dio, che era la forma e la materia della forza vitale del mondo. E questa forza è l'acqua. La coppia è presente in tutta l'acqua, quindi assolutamente in tutto, poiché l'umidità si trova ovunque. Ma se il Nommo è l'acqua, esso produce anche del rame; nel cielo coperto si vedono brillare i raggi del sole sulla foschia umida; questi raggi sono rame e sono luce; sono anche acqua, poiché sostengono l'umidità terrestre nel suo cammino ascendente. Il Nommo è quindi anche luce. Il Nommo, vedendo dall'alto del cielo la propria madre nuda e senza parola, confezionò un perizoma di fibre intrecciate, Questo vestito non fu solo un vestito di pudore: esso ordinò il mondo e, con le sue fibre intrecciate, simbolo dei meandri dell'acqua e dei venti, è cammino d'acqua; queste fibre intrecciate erano quindi piene dello spirito di Nommo; erano lo stesso Nommo in movimento. Queste fibre intrecciate furono quindi il primo linguaggio; il suo ruolo fu di organizzare il mondo. Vedendo che la terra, sua sposa, era diventata impura, Dio si allontanò da essa e con l'argilla creò una coppia di esseri umani che generò a sua volta otto personaggi, ciascuno dei quali procreò una discendenza distinta, essendo ognuno maschio e femmina riproducente se stesso. Poco dopo, questi otto personaggi si immersero nel seno della terra e di lì risorsero per andare a ritrovare il Nommo in cielo; è così che essi divennero antenati."

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