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Luigi Gedda e i gemelli

Luigi Gedda (Venezia 23/10/1902 - Roma 26/09/2000) è stato il pioniere della genetica italiana. Attraverso gli studi personali e le traduzioni delle opere di Mendel - l'abate austriaco fondatore della genetica - maturò per tale scienza una gran passione concretizzata nella fondazione dell'Istituto Gregorio Mendel. Inaugurata nel 1953, questa struttura ha ospitato la prima Cattedra di Genetica Medica e la prima Scuola di Specializzazione in Genetica Medica italiana.

Da segnalare anche la International Society of Twin Studies - altra struttura che beneficiò del suo impegno - che ad oggi, ha tenuto numerosi Congressi e si è accreditata come una fondazione di rilevanza internazionale nello studio dei gemelli.

Uomo profondamente religioso, Luigi Gedda fu tra i primi in Italia a capire l'importanza che gli studi genetici avrebbero avuto in campo medico. A lui si deve il termine gemellologia. Il suo metodo che amava definire clinico-gemellare è un'evoluzione del twins-control di Gesell. Cercando di semplificare possiamo affermare che egli riteneva straordinariamente interessanti, da un punto di vista medico, le patologie eventualmente insorte in un gemello uniovulare ma non nel cogemello. Rispetto al metodo di Gesell invece del training sperimentale è la malattia che funge da elemento di raffronto.

I sui consigli sono riassunti nel seguente decalogo che l'Istituto Mendel rilasciava ai genitori di gemelli:

  1. I gemelli la cui nascita è oggi in aumento possono essere "identici", in quanto possiedono il medesimo patrimonio ereditario derivando da un solo ovulo fecondato da un unico spermatozoo, e sono chiamati gemelli monozigoti, oppure possono essere "diversi" in quanto hanno in comune solo la metà del patrimonio ereditario e sono chiamati gemelli dizigoti.
  2. I gemelli monozigoti e dizigoti nascono di solito in sottopeso causato dalle esigue dimensioni della cavità uterina e la data del parto è spesso anticipata.
  3. Il peso dei gemelli neonati per lo più raggiunge il peso normale dei nati singoli durante il primo anno di vita.
  4. È opportuno controllare ogni quindici giorni l'accrescimento ponderale dei gemelli per circa un anno dopo la nascita e fornire ad essi un'alimentazione arricchita secondo i consigli del pediatra.
  5. Le identiche qualità sensoriali e percettive dei gemelli monozigoti producono in essi una rappresentazione analoga del mondo esterno ed una reattività equivalente.
  6. Tale affinità provoca fra i gemelli della coppia monozigoti un legame psicologico intenso per cui tendono ad isolarsi nell'ambito familiare formando un gruppo a sé.
  7. Il legame di coppia, del quale i cogemelli si compiacciono, produce spesso la formazione e l'uso di un linguaggio segreto composto non di parole, ma di fonemi che risultano incomprensibili agli estranei. Questo linguaggio è fonte d'umorismo da parte dei gemelli, ma anche di danno perché essi tardano ad imparare il corretto linguaggio normale.
  8. Il legame intracoppia viene aggravato da parenti ed estranei che considerano simpatica l'esistenza di due fanciulli apparentemente identici, che difficilmente possono essere individuati per nome.
  9. L'individualità dei singoli gemelli che, malgrado le apparenze, esiste fin dalla giovane età, deve essere incrementata mediante un vestiario differente, una frequenza scolastica in classi diverse cosicché i cogemelli debbano eseguire compiti diversi, una partecipazione a campi estivi e ad occasioni ricreative differenti che servano a promuovere delle amicizie diverse.
  10. Talvolta i gemelli monozigoti presentano una lateralità invertita per cui uno preferisce l'uso della mano destra per scrivere e l'altro della sinistra, l'uno calcia il pallone con il piede destro e l'altro con il sinistro, ecc. I genitori dei gemelli rispettino questa scelta di lateralità.
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