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Gemelli: una vita in copia

Il testo che segue è tratto da un articolo pubblicato sul Corriere Salute del Novembre 2002 firmato della Dott.ssa Anna Oliverio Ferraris. Ringraziamo la redazione del Corriere della Sera per la cortese concessione.

Stare insieme ancor prima di nascere: un legame forte, unico, complesso. I gemelli sono consapevoli di essere fratelli un po' speciali, ma la simbiosi che a volte si instaura tra loro può essere vissuta in alcuni momenti, in particolar modo nell'adolescenza, come un impedimento al bisogno di individualità e di autonomia.

L'intimità dei gemelli è prima di tutto di ordine fisico. Quando da piccolissimi stanno in stretto contatto si calmano. Perciò spesso i genitori li lasciano nello stesso letto. Con il tempo, questa intimità fisica diventa psicologica. I gemelli si capiscono rapidamente, meglio di chiunque altro. È facile che si formi un legame molto forte che, però, in alcuni momenti, specialmente nell'adolescenza, può essere vissuto come un impedimento al bisogno di individualità e di autonomia.
Durante tutta l'infanzia il legame che si crea tra gemelli dà loro una sensazione di sicurezza, tanto che possono comportarsi, nei confronti degli altri bambini, come una piccola gang autosufficiente. Il fatto di essere in due (o in tre) li fa sentire forti e inattaccabili.

I gemelli e la troppa dipendenza

C'è però il rischio che diventino troppo dipendenti l'uno dall'altro, che formino una unità chiusa che nel tempo può indurli ad isolarsi dal mondo esterno e quindi a condurre un'esistenza all'insegna della solitudine. La psicologa inglese Dorothy Burlingham ha descritto coppie di gemelli che già a 17 - 20 mesi si alleano contro altri bambini, si proteggevano e si imitavano a vicenda. Lo psicologo francese Renè Zazzo riporta il caso di gemelli identici (monozigoti) che a scuola si preparavano in materie diverse e si facevano interrogare al posto del gemello.

I gemelli e la competizione

Un'altra particolarità della condizione gemellare è il livello di competizione che può crearsi all'interno del gruppo gemellare. Anche nei fratelli esiste competizione: tra chi deve avere una cosa e chi no, chi deve essere il primo ad ottenere l'attenzione dei genitori o a conseguire un determinato risultato. Diversa è la condizione dei gemelli: essi si trovano allo stesso stadio di sviluppo, hanno le stesse abilità e desiderano le stesse cose con uguale intensità. ciò rende la competizione tra di loro più intensa. Momenti di grande affetto e solidarietà possono, così, alternarsi a momenti di tensione e risentimento. I genitori non possono eliminare il bisogno di competere dei gemelli, ma possono ridurlo. Come? Dedicando ad ogni bambino un po' di tempo da soli: qualche volta uno sta con mamma e l'altro con papà e viceversa. Questo tempo individuale non deve essere necessariamente un tempo speciale, durante il quale si fanno cose eccezionali: è sufficiente abituare i bambini a stare con altri membri della famiglia, o amici, al di fuori della presenza costante del fratello gemello.

I gemelli e l'autosufficienza

Una ricerca svolta da un gruppo di psicologi dell'Università di Sidney, in Australia, ha rivelato che se la madre di un neonato dedica due ore al giorno ai giochi con il figlio, la madre di due gemelli dedica soltanto 50 minuti al gioco divisi tra i due bambini. La divisione del tempo tra i partner della coppia, inoltre, può essere a favore dell'uno o dell'altro gemello, ad esempio di quello più attivo e da cui la madre riceve maggiori sollecitazioni.
Il fatto che le madri dei gemelli tendano a dedicare meno tempo al gioco con i figli è dovuto a due motivi: il primo è che sono più impegnate in altre mansioni (allattamento, preparazione pappe, pulizia, ecc....), il secondo è che considerano i gemelli autosufficienti da questo punto di vista.

Interferenze tra gemelli

Crescendo i gemelli si abituano presto alla convivenza, il che è positivo. Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che ogni volta che uno dei due (o dei tre) cerca di svolgere una attività da solo - ad esempio un puzzle - l'altro finisce per interferire e distrarlo. Il risultato è uno scarso livello di attenzione e l'incapacità di star solo. È bene invece favorire, fin dai primi anni, dei momenti in cui ognuno svolge delle attività autonome. Ciò renderà più facile l'inserimento a scuola e i legami di amicizia con altri bambini.

Differenze tra gemelli

Senza togliere nulla al piacere della gemellarità, si possono favorire le differenze, a cominciare dagli abiti. le occasioni per sottolineare che sono persone diverse non mancano. D'altro canto se a 3 - 4 anni ai gemelli piace essere confusi l'uno con l'altro, via via crescono si irritano quando qualcuno sbaglia o non li riconosce. Il bisogno di individualità è forte almeno quanto quello di gemellarità, se non di più.

I gemelli a scuola

Uno degli assilli di genitori e insegnanti riguarda l'opportunità di far frequentare ai gemelli classi diverse. La valutazione va fatta caso per caso, in linea di massima però, se non ci sono controindicazioni evidenti (ad esempio, un legame che porta alla chiusura della coppia) i gemelli possono frequentare la stessa classe, purché la didattica sia flessibile e i bambini abbiano l'opportunità di svolgere attività in spazi diversi per una parte della mattinata. Se si trovano bene in classe, se l'insegnante si relaziona a loro individualmente (non come coppia), se legano con i compagni, saranno loro stessi a differenziare, via via, interessi e attività.
Spesso non si considera che un gemello ha bisogno di sapere che non sta facendo un torto a suo fratello se ha interessi, amici e gusti diversi.

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