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"Le riflessioni di mamma Veronica" è una delle lettere che periodicamente riceviamo, abbiamo scelto di pubblicarla per lo stile piacevole con il quale è stata scritta e per il conforto morale che ne abbiamo tratto.
Tutti coloro che hanno voglia di raccontare il modo in cui hanno vissuto la loro esperienza di genitori di gemelli possono farlo indirizzandoci i testi tramite questa pagina. Non dimenticate di autorizzarci esplicitamente all'eventuale pubblicazione.

Le riflessioni di mamma Veronica

Cara Gemellandia,
ho scritto circa un mese fa ed ora ho un po' di tempo per approfondire alcune questioni. Ho voglia di comunicare e confrontarmi con qualcuno che mi capisca!

Ho 32 anni e 3 figli, fortemente voluti e desiderati, dei quali due (i maggiori), sono i gemelli Jacopo e Irene. Credo conveniate che, se normalmente 1 figlio + 1 figlio = 2 figli, nel caso dei gemelli la matematica non conta e 1+1=4, nel senso che non è semplicemente tutto raddoppiato come si potrebbe pensare.

I miei "gemmi" sono nati il 9 febbraio '96, alla 32° settimana, con parto spontaneo e naturale, dopo una gravidanza per me molto pesante e piena di problemi. Grazie a Dio avevano un peso accettabile (circa 2 kg l'uno), ma hanno risentito per molto tempo della prematurità nella primissima infanzia. Sono rimasti in neonatologia per 5 settimane.

Ho scelto, da subito, di dedicare loro molto tempo poichè lo richiedevano, ma anche perchè credo che quando si decide di mettere al mondo un figlio, da quel momento in poi debba essere lui al primo posto. Inoltre ho la fortuna di avere un lavoro impegnativo (sono professoressa di lettere in una scuola media), ma che mi posso gestire abbastanza.

Guardandomi indietro, ora che uno dei periodi più duri (almeno fisicamente) è passato, mi rendo conto di quanto mi abbia arricchito questa esperienza, pur così dura e difficoltosa.

Ho imparato, ad esempio, a dare delle priorità, a stabilire una gerarchia, una scala di cose da fare durante la giornata che inserivo nei pochissimi attimi liberi. Ho imparato a fare solo l'essenziale, almeno in certi periodi, chiudendo gli occhi ed evitando ansie o frustrazioni se la casa era poco pulita o in disordine o la cena buttata un po' su.

Con due figli gemelli, niente, nemmeno le cose più banali e semplici, risultano scontate e tutto può divenire un problema: andare a fare la spesa, farsi una doccia, fare una passeggiata.... A volte non ti senti nemmeno una persona normale! Inoltre praticamente tu non esisti se non come mamma e il fatto di non avere mai un momento di respiro, ti impedisce di sentirti anche donna e persona con interessi, attitudini, hobbies...

Con due figli in contemporanea, non ti rendi conto di cosa voglia dire godersi un figlio, poichè dopo averli lavati, puliti, vestiti, nutriti, rimane molto poco tempo per il superfluo. Io ho scoperto questa gioia, che è poi quella della maternità, solo col mio terzogenito.

Al contrario, per noi ogni "tappa" è stata una conquista faticosa e agognata e i primi 4 anni sono stati veramente lunghissimi. Solo quando hanno acquisito una certa autonomia, il tempo ha preso a scorrere più rapidamente.

Ricordo ancora benissimo il momento in cui Jacopo e Irene hanno cominciato a fare il pisolino pomeridiano nello stesso momento: è stato un respiro di sollievo in quanto mi permetteva di avere qualche attimo solo per me; avevano circa 2 anni e mezzo. Fino a quel momento era stato come avere un figlio che non dormiva mai, nè di giorno nè di notte.

Con tutto ciò ho provato anche delle gioie e delle soddisfazioni grandissime e sono convinta che essere genitori di due gemelli, sia un'esperienza unica che non può capire se non chi l'ha vissuta.

Eppure in alcuni momenti, lo dico con consapevolezza ma anche serenità, ho creduto di non farcela e di impazzire: penso anche in questo di essere capita!

Adesso che i figli maggiori sono cresciuti, l'aspetto fisico si è notevolmente alleggerito e ci godiamo i frutti della nostra fatica. Per esempio a casa non abbiamo mai il problema del "non so cosa fare, chiamiamo un mio amico a giocare? mamma giochi con me?" che riguarda invece molte famiglie. Rimane comunque l'aspetto psicologico che richiede cura, in quanto la vita affettiva di due gemelli è molto delicata. Credetemi, pur essendo di sesso diverso, il fatidico "confronto" è ugualmente molto presente anche nei miei figli e credo sia inevitabile.

Sono legatissimi fra loro, hanno un rapporto molto più stretto e intimo di quello esistente tra semplici fratelli, ma allo stesso tempo sono perennemente in competizione per ogni cosa. Credo sia un aspetto tra i più oscuri e delicati e che va trattato nel modo giusto. Mi piacerebbe sentire alcune esperienze riguardo a questo, magari da parte di genitori con figli dell'età dei miei o anche più grandi. A volte mi chiedo con un po' di apprensione come potrà essere la loro adolescenza che è già di per sè un momento tanto difficile e particolare.

Mille altre cose vorrei dire e non esaurirei la mia esperienza.
Io e mio marito siamo credenti e consideriamo ogni figlio un dono di Dio, per questo siamo profondamente grati alla Vita che ci ha così generosamente elargito.
Una persona che stimo una volta mi disse: "Dio si è fidato doppiamente di voi perchè ha voluto darvi due figli contemporaneamente". Queste parole mi hanno accompagnato e sorretto nei momenti di sconforto, ma anche nelle grandi gioie che ho sperimentato. Vorrei che fossero di augurio e speranza per tutti voi che condividete quest'esperienza con me. Mi scuso per essermi dilungata tanto, ma era un po' che ne avevo voglia!

Vi saluto con affetto
Veronica Gelosini

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