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Gemelli famosi

Filosofia, mitologia e religione
Aristotele - Anfione e Zeto - Apollo e Artemide - Castore e Polluce - Cosma e Damiano - Benedetto e Scolastica - Efialte e Oto - Esaù e Giacobbe - Eracle e Ificle - Romolo e Remo - Shu e Tefnet

Tempi moderni
Le gemelle Dionne - Le gemelle Lebed - Le gemelle Olsen - I Bee Gees - I fratelli Andretti

Aristotele

Non era un gemello ma non mancò di elucubrare anche sui gemelli. Vista la sua fama, ci sembra opportuno riportare nota dei suoi stravaganti tentativi di interpretare il parto plurimo.
Aristotele ritenne il concepimento dei gemelli la conseguenza di un rapporto sessuale accompagnato da un surplus di materia seminale:I gemelli secondo Aristotele"Si ha in un colpo solo l'emissione da parte del maschio di una quantità di sperma in grado di formare più esseri", scrive nella Generazione degli animali.
La generosità produttiva dell'uomo, tuttavia non basta, necessita che l'eccesso di seme incontri nella donna un'altrettanta copiosa quantità di materia per creare più embrioni. Quanto alla procreazione dei dizigoti, i cosiddetti falsi gemelli, Aristotele riportò la curiosa teoria della superfecondazione. Tale ipotesi è definita come un raro evento che avviene quando la madre ha rapporti sessuali ad intervalli frequenti, cui consegue un duplice concepimento ben distinto.
Lo Stagirita, espose anche il caso della superfetazione, nel quale, la donna già incinta ha un amplesso qualche tempo dopo il concepimento del primo figlio, rimanendo nuovamente gravida. Si spiegavano così le differenze di dimensioni e di peso spesso riscontrate alla nascita.

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Anfione e Zeto

Figli di Zeus e di Antiope furono entrambi sovrani di Tebe. Dopo la loro nascita, la madre fu gettata in prigione e i gemelli esposti su una montagna dallo zio Lico, reggente per Labdaco.
I due bambini furono raccolti e allevati da un pastore, Anfione si dedicava alla musica e Zeto alle arti marziali. Il primo innalzò un altare ad Apollo e il dio gli fece dono di una lira. Imparò l'arte della musica presso i Lidi, poiché aveva sposato Niobe, la figlia del re Tantaro, (si narra che aggiunse tre corde alle quattro che la lira già possedeva).
Antiope, con i gemelli ormai adulti, riuscì a fuggire e si fece riconoscere dai figli che, decisi a vendicarla, reclutarono un esercito per attaccare Tebe. Spodestarono Lico che reggeva il trono durante l'infanzia di Laio, dopo la morte di Labdaco. Uccisero ferocemente sua moglie, la gelosissima Dirce, legandola viva ai corni di un toro che la straziò trascinandola tra le rocce, procurandole la stessa fine che aveva riservato ad Antiope.
Anfione e Zeto si proclamarono re di Tebe, il primo suonava la lira cosi bene che le pietre lo seguivano e da sole tornavano poi al loro posto. Zeto che in precedenza si era spesso beffato dell'arte del fratello, era ora obbligato ad ammettere che il suo aiuto era più efficace di una gran forza fisica. Anfione fece aprire nelle mura di Tebe sette porte, poiché tante corde aveva la lira. La città, chiamata fino allora Cadmea, fu battezzata dai due fratelli col nome della moglie di Zeto (Tebe).

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Apollo e Artemide

Figli di Zeus e Leto i gemelli Apollo e Artemide sono tra gli dei più importanti sia del Pantheon greco sia di quello romano.
La titanessa Leto era alla ricerca di un luogo dove mettere al mondo tranquillamente i figli del dio supremo che portava in grembo, la terra intera rifiutava di accoglierla per timore della collera di Era o, secondo altri, perché ricusava l'onore di essere luogo natio di dei cosi ragguardevoli. Solo Delo, un isola galleggiante, gli offrì ospitalità e ivi nacquero i due pargoli.
Da grandi i due gemelli trafissero con le frecce il gigante Tizio, colpevole di aver tentato violenza su Leto prima della loro nascita, spedendolo nel Tartaro vittima di un eterno castigo. Altro episodio a cui partecipano in coppia è la vendetta per l'offesa subita da Leto ad opera di Niobe che, essendosi vantata della sua fecondità, si ritrovò assassinati quasi tutti i figli.
Entrambi arcieri erano preposti ai morti di vecchiaia o di malattia. Omero narra che Apollo dava la morte agli uomini e Artemide alla donne, inviando loro le "dolci frecce della morte".
Altro episodio famoso riguarda lo scontro col fratellastro Eracle - anch'egli un gemello - che essendosi impadronito del tripode sacro fu affrontato da Apollo. La contesa fu risolta da Zeus che con un fulmine li separò.
Artemide era considerata protettrice dei parti ma si riteneva anche colei che generava le doglie e le morti per tal evento.

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Castore e Polluce

In mitologia alcuni gemelli erano spesso concepiti l'uno da un dio e da una donna, l'altro dalla stessa donna e dal marito mortale. Esempio ne sono Castore e Polluce che nella mitologia greca e romana erano i gemelli figli di Leda, moglie del re spartano Tindaro. Fratelli di Clitennestra, regina di Micene, e di Elena.
Benché entrambi fossero conosciuti come i Dioscuri, "figli di Zeus", in molti racconti soltanto Polluce era considerato immortale, essendo stato concepito quando Zeus aveva assunto le sembianze di un cigno per sedurre Leda. Castore era invece considerato un mortale, figlio di Tindaro. Nel mondo romano erano venerati come divinità protettrici di navigatori e guerrieri.
Vissuti prima della guerra di Troia, i due gemelli parteciparono a molte famose imprese di quel periodo, tra le quali la caccia al cinghiale nel paese di Calidone, la spedizione degli argonauti e la liberazione di Elena, rapita dall'eroe greco Teseo. Nelle loro avventure i due fratelli erano inseparabili, e quando Castore fu ucciso dal cugino Ida, in una disputa riguardante i suoi buoi, Polluce divenne inconsolabile. In risposta alle sue preghiere di morire a sua volta o di ottenere l'immortalità per il fratello, Zeus li ricongiunse, autorizzandoli a stare insieme per sempre, metà del tempo agli Inferi e metà con gli dei sul monte Olimpo.
Secondo una leggenda posteriore, Castore e Polluce furono trasformati da Zeus nella costellazione dei Gemelli.

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Cosma e Damiano

I gemelli Santi - Cosma e DamianoCosma e Damiano santi e martiri del cristianesimo. Nati in Siria, subirono il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano. Secondo la tradizione, Cosma e Damiano si dedicarono alla medicina per spirito di carità cristiana, prendendosi cura degli infermi senza chiedere denaro in cambio. Trascinati al cospetto del proconsole di Siria, Lisia, si rifiutarono di rinnegare la fede e furono decapitati. Il loro culto si diffuse rapidamente nella regione alla fine del secolo successivo. Sono patroni dei medici.

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Benedetto e Scolastica

San Benedetto da Norcia e Santa Scolastica, altro caso di fratelli gemelli innalzati agli onori degli altari. Nati nel 480 d.C. a Norcia. Il primo fu l'ispiratore del monachesimo occidentale, fondatore del monastero di Montecassino e redattore della regola benedettina all'interno della quale è riportata la celebre norma "ora et labora". Nel 1958, fu proclamato solennemente "padre dell'Europa e Patrono dell'occidente". É anche il Patrono delle città di Perugia e Frosinone. La sorella gemella aveva retto le sorti di un monastero femminile sorto nelle vicinanze di Montecassino. Le loro ossa - un'antica tradizione, avversata dai cassinesi le riteneva traslate in Francia nel monastero di Fleury - furono ritrovate in quel di Montecassino, nel 1950, in seguito ai lavori di ricostruzione intrapresi dopo il bombardamento dell'abbazia.

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Efialte e Oto

I giganteschi gemelli, conosciuti anche come Aloadi, figli di Poseidone e di Ifimedia già sposa di Aloeo. Famosi per aver imprigionato Ares in una botte di bronzo per tredici mesi e per aver ammassato il monte Pelio sul monte Ossa nel tentativo di raggiungere l'Olimpo per combattere gli dei.

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Esaù e Giacobbe

Nel libro della Genesi dell'Antico Testamento, Esaù e Giacobbe sono i figli di Isacco e Rebecca, nipoti di Abramo. La madre rimasta incinta dopo lungo tempo, sentendo i bimbi che si urtavano violentemente nel suo grembo né chiese ragione al Signore che rispose: "Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo" (Genesi 24-25).
Esaù (in ebraico "irsuto"), poiché figlio maggiore, aveva diritto di primogenitura su Giacobbe, ma lo vendette al fratello per un piatto di minestra di lenticchie o di stufato (Genesi 25:21-44). Nonostante ciò, tentò di ottenere la benedizione patriarcale dell'ormai morente Isacco ma Giacobbe lo ingannò ed Esaù ottenne solo una benedizione secondaria. Furioso, decise di uccidere il fratello che fuggì.
Giacobbe si rifugiò dallo zio Làbano, dove lavorò per molti anni e ne sposò le due figlie, Lia e Rachele. Le mogli e le loro ancelle gli partorirono dodici figli, che divennero patriarchi delle dodici tribù d'Israele.
La storia di Giacobbe è narrata in Genesi 25-45. Gli eventi principali della sua vita sono la visione della scala, la benedizione ricevuta a Betel (Genesi 28:10-22), nonché, il nome "Israele" che gli venne conferito da un avversario divino (Genesi 42:24-42).
Ai figli di Giacobbe, ciascuno dei quali sposò la propria sorella gemella, si attribuisce l'origine delle dieci tribù di Israele.

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Eracle e Ificle

Eracle, o Ercole per i latini, nasce mitologicamente a Tebe benché le sue vicende non appartengano in particolare al ciclo tebano.
Figlio di Zeus e di Alcmena, figlia a sua volta del re di Micene, Elettrione. Alcmena era la sposa di Anfitrione, principe di Tirinto e generale tebano. Mentre Anfitrione era impegnato in una spedizione militare, Zeus n'assunse le sembianze e si unì con Alcmena. Quella stessa notte Anfitrione fece ritorno al talamo nuziale, e Alcmena concepì due gemelli, Eracle, figlio di Zeus, e Ificle, figlio di Anfitrione.
Le prove di forza di Eracle ebbero inizio pochi istanti dopo la sua nascita, era nato da poco quando la sposa di Zeus, Era, accecata dalla gelosia, decise di uccidere il frutto del tradimento inviando nella culla due grossi serpenti che il neonato riuscì a strangolare.
Con un tranello, sembra per opera di Ermes, riuscì a succhiare il latte dal seno della dormiente Era ottenendo, in tal modo, l'immortalità. Un'altra versione narra che Alcmeda, timorosa dell'ira di Era, decise di esporre il bimbo in una radura nei pressi della città di Argo. Le dee Atena ed Era lo videro e la prima convinse l'altra ad offrire il seno al vigoroso pargolo. Eracle morse il seno di Era scatenando la sua potente ira, Atena impietosita lo raccolse e lo riconsegnò alla madre.
Da adulto fu protagonista d'innumerevoli imprese, oggetto di varie tragedie. Impazzito per opera di Era assassinò i suoi figli e due di quelli di Ificle.
Morì per opera del centauro Nesso che spacciò, a Deianira, una tunica avvelenata per filtro d'amore. Nell'Olimpo si celebrò un rito per simulare una nuova nascita che lo riconcilio ad Era.
La morte di Ificle, invece, avvenne in una delle imprese compiute accanto al gemello.

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Romolo e Remo

I gemelli Romolo e RemoSecondo la tradizione, Roma fu fondata il 21 aprile del 754 a.C., da Romolo e Remo, figli gemelli della vergine vestale Rea Silvia e del dio Marte. Il dio sedusse Rea nel bosco sacro ove ella era andata a cercare acqua per un sacrificio. La madre, scoperta incinta da Amulio che nel frattempo aveva spodestato dal trono d'Alba Longa il di lei padre Numintore, fu imprigionata.
La leggenda narra che, i bimbi, appena nati furono affidati alle acque del Tevere e dalle stesse depositati all'ombra di un fico. Una lupa li allattò e protesse fin quando, un pastore del re, Faustolo, impietosito li raccolse allevandoli insieme alla moglie Acca Larenzia.
Da grande Remo, durante una scorreria, fu fatto prigioniero dai pastori di Amulio. Romolo, nel frattempo informato da Faustolo sulle sue origini, riuscì al liberare il fratello uccidendo l'usurpatore e rimettendo sul trono il nonno Numintore.
Decisi a fondare una città, consultarono gli auguri stabilendo che sarebbe stata eretta là dove avrebbero indicato i presagi. Romolo si stabilì sul Palatino e vide dodici avvoltoi, Remo dall'Aventino ne vide solo sei. Remo, tentando di oltrepassare i confini della città nuova tracciati dal fratello perse la vita per opera dello stesso.
Questo delitto peserà, secondo molti autori latini, come una sorta di "peccato originale" del popolo romano e sarà creduto fonte delle ricorrenti guerre civili.
A rinnovare il mito provvederanno i figli di Remo, Aschio e Senio, ai quali è attribuita la fondazione della città di Siena.

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Shu e Tefnet

Nella cosmogonia egizia sono i gemelli figli di Atum il dio venerato ad On. Egli, nato dall'acqua primordiale, diede origine ai primi due elementi del mondo materiale rappresentati proprio dal dio Shu e dalla sorella e sposa Tefnet.
Shu rappresentava il dio dell'aria, Tefnet la dea dell'umidità. Da loro discende un'altra coppia di gemelli, il dio Geb e la sorella e sposa Nut. Da quest'ultima, secondo la teologia eliopolitana, si originarono la più famosa Osiride, nonché Iside, Set e Nefti.

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Le gemelle Dionne

Le gemelle DionneNate a Callander (Ontario) nel 1934, da una giovane coppia d'agricoltori, le cinque sorelle Dionne rappresentano una tappa importante nella storia della medicina. Il primo parto quintuplo di gemelli "identici" documentato e con sopravvivenza totale.
L'opera del Dr. Dafoe, il medico che le assistette alla nascita e supervisionò le delicate fasi successive all'evento, resterà per sempre negli annali.
L'accaduto, all'epoca cosi singolare, le trasformò in celebrità con conseguenze per il loro futuro anche non propriamente piacevoli.

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Le gemelle Lebed

Le gemelle LebedMaria e Sofia Lebed sono nate a Mosca il 9 dicembre 1980 e formano un raffinato Duo di musica classica. Una al pianoforte l'altra al violino.
Hanno studiato allo Gnessin Music Gymnasium dal 1986 al 1999 e suonano assieme fin da bambine. Dal 1994 il Duo è stato seguito dalla professoressa Elena Ozol (Moscow Gnessin Academy). Maria Lebed studia anche con Arie Vardi (Musikhochschule di Hannover) e Sofia Lebed è allieva di Juri Bashmet (Moscow State University).
Il Duo Lebed ha partecipato a svariati concorsi internazionali, tra i quali spiccano:
- nel 1996 il Mosca Classical Chamber Ensembles (2° premio), nel 1997 ad Hannover The 1st International Music Competition Classica Nova (a Sofia il 4° premio, a Maria il 4° premio e premio speciale per il migliore accompagnamento);
- nel 1998 a Togliattigrad, Russia, il 4th Young Performers International Competition for Strings (a Sofia il 4° premio e a Maria il Diploma per il migliore accompagnamento);
- nel 2000, a Mosca, il 4th Juri Bashmet International Viola Competition (per Sofia il 2° premio e premio speciale per il miglior complesso);
- nel 2001, il Premio Trio di Trieste (2° premio al Duo).

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Le gemelle Olsen

Le gemelle Mary-Kate e Ashley OlsenBelle e simpatiche, le gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, per gli americani sono le golden-twins.
Adoratissime dai ragazzini, statunitensi e non, sono entrate nel mondo dello spettacolo fin da piccole - hanno cominciato a lavorare a soli nove mesi - dividendosi la parte di Michelle Tanner in Full House, una delle sit-com più seguite degli USA.
Nate a Los Angeles il 13 giugno 1986, attrici, cantanti, scrittrici e imprenditrici nel campo della moda, dirigono un impero che fattura circa cinquecento milioni di dollari.
La loro immagine imperversa, oltre che al cinema e in TV, dalla Barbie della Mattel alla Playstation, il loro sito www.mary-kateandashley.com è accreditato di circa 270 milioni di contatti l'anno.

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I Bee Gees

I Bee Gees sono un noto gruppo di musica pop composto dai gemelli Maurice e Barry e dal fratello Robin Gibb. Nati rispettivamente nel 1949 e nel 1946 nell'isola di Man (Gran Bretagna) si trasferirono in Australia nel 1956.
Sono gemelli anche Maurice e Barry dei Bee GeesIl nome del gruppo nacque dalle lettere iniziali di "brothers Gibbs". Dopo un periodo di alterne fortune, raggiunsero un primo, discreto successo con canzoni come To Love Somebody (1967), Lonely Days (1970) e How Can You Mend a broken Heart (1971).
Profondi ammiratori dei Beatles, eccellenti autori e interpreti caratterizzati da un originale falsetto, i Bee Gees conobbero un enorme successo (ben trenta milioni di copie vendute) con la colonna sonora del film La febbre del sabato sera (1977), con John Travolta. Tra gli altri dischi, si ricordano Trafalgar (1971), Mr. Natural (1974), Spirits Having Flown (1979) contenente celebri singoli come Too much Heaven e Tragedy.

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I fratelli Andretti

I gemelli Mario e Aldo AndrettiEntrambi piloti d'auto da corsa, i gemelli Mario ed Aldo Andretti nacquero in Italia nel 1940 ed emigrarono negli Stati Uniti all'età di quindici anni.
Mario è sicuramente il più famoso - alcuni lo ritengono il più gran pilota mai esistito - essendo riuscito a primeggiare in tutte le più importanti manifestazioni del settore, dalla Formula Uno ad Indianapolis.
Aldo, dopo due seri incidenti, decise di smetterla con le corse pur restando in attività nel campo.
Curiosità, sia i figli di Mario, Michael e Jeffrey che il figlio di Aldo, John Andretti, sono appassionati piloti.

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